Newsletter Studio Legale Cancrini e Partners 03.06.2019

03 giugno 2019

3 giugno 2019, N.21

 

Nella giornata del 13 giugno 2019 si terrà, presso il Baglioni Hotel Carlton di Milano, un convegno organizzato da Paradigma dal titolo “Gli appalti pubblici dopo il Decreto Sblocca cantieri”, cui interverrà l’Avv. Arturo Cancrini sul tema “Le novità nella progettazione”.

 

Nella giornata del 3 luglio 2019 si terrà, presso lo Studio, dalle ore 9.30, un convegno organizzato da Synergia Formazione S.r.l., in collaborazione con lo Studio Legale Cancrini e Partners e intitolato “Forum appalti. Principali novità e impatti dopo il Decreto Sblocca-Cantieri D.L. 32/2019”, a cui parteciperanno il Prof. Avv. Arturo Cancrini, il Prof. Vittorio Capuzza, il Prof. Marco Macchia, il Prof. Avv. Carlo Malinconico, l’Avv. Massimo Nunziata e la Dott.ssa Giulia Passino.

NOVITA’ IN EVIDENZA

 

1. #Bloccadegrado: l’iniziativa itinerante lanciata da ANCE Giovani

In un paese in cui i giovani sono costretti ad andare all’estero, siamo desiderosi di impegnarci per costruire un Italia diversa, che non ostacoli ma agevoli chi fa impresa”.

Sono queste le parole della Presidente di Ance Giovani, Regina De Albertis, organizzatrice di un convegno a Genova, da cui è partita l’iniziativa #Bloccadegrado con i nastri gialli, con il coinvolgimento della società civile, affinché vengano segnalati i casi di degrado e di abbandono del territorio.

Per far fronte a questo problema, nell’aprile 2018 era stato creato anche il sito www.sbloccacantieri.it, allo scopo di permettere ai cittadini di segnalare le opere bloccate nel nostro Paese, ove sono state registrate oltre 600 opere ferme, per un valore di 53 miliardi di euro.

I numeri del degrado sono impressionanti, basti pensare, infatti, che ogni 3 giorni si registra un crollo nelle scuole, più di 17 mila edifici scolastici sono ritenuti a rischio pericolosità sismica e il 90% dei Comuni è soggetto a rischio idrogeologico.

Al termine del convegno suddetto è stato, inoltre, presentato un nuovo sito, www.bloccadegrado.it, per raccogliere tutte le segnalazioni di luoghi abbandonati sul territorio, che necessitano quanto prima di un intervento di risanamento.

Si segnala il link all’articolo: http://sipario.ance.it/html/viewTextByEmail.php?f=1&l=1&s=IMPRESE+EDILI&x=2019/05/24/2019052402131800284.XML&c=240&n=news20190527&j=73394

 

2. Il Consiglio di Stato esclude l’obbligo di dichiarare in gara una precedente risoluzione imputabile ad un altro operatore del raggruppamento

Con la sentenza n. 2917 del 7 maggio 2019, la V Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che non sussiste alcun obbligo dichiarativo nel caso in cui il fatto illecito sia riferibile in via esclusiva ad un altro componente determinato del medesimo RTI.

Invero, il Consiglio di Stato ha sostenuto che “l’illecito deve essere commesso dal concorrente e ad esso deve essere ascrivibile in quanto relativo a proprie precedenti vicende professionali”.

A nulla rileva, secondo il Consiglio di Stato, la tipologia di ATI coinvolta nella risoluzione, posto che occorre differenziare le conseguenze che discendono dalla commissione dell’illecito rispetto alla gara in cui tale risoluzione è intervenuta e rispetto agli obblighi dichiarativi che incombono sulle imprese nella fase di partecipazione ad una gara successiva.

Si segnala il link all’articolo:

http://www.appaltiecontratti.it/2019/05/20/illecito-professionale-e-precedente-risoluzione-contratto-in-ati/

 

3. Sblocca-cantieri: emendamento per facilitare la revoca delle concessioni autostradali

Si segnala l’articolo di Gianni Trovati sul Sole24Ore su un possibile emendamento del decreto sblocca-cantieri che sostituirebbe il controllo preventivo della Corte dei Conti con il parere preventivo dell’Avvocato Generale dello Stato che avrebbe la finalità di escludere, in caso di revoca della concessione, la colpa grave e qualsiasi responsabilità del Concedente.

Tale emendamento, tuttavia, avrebbe incontrato l’opposizione di Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e suscitato anche fondati dubbi di costituzionalità da parte dei magistrati contabili.

Il link all’articolo: http://sipario.ance.it/pressreview/html/viewTextByEmail.php?f=1&l=1&s=SOLE+24+ORE&x=2019/05/30/2019053002111900031.XML&c=998&n=news20190527&j=75248

 

4. Italia bloccata: rinviate opere per 16 miliardi

Si segnala il rapporto redatto dall’Anas e consegnato in data 28.5.2019 alla Commissione Trasporti del Senato, in cui si rappresenta la grave situazione di stallo dei cantieri in tutta la penisola.

Vi sono, sottolinea l’Anas, 202 opere pubbliche completamente ferme, per un valore che arriva a 16,3 miliardi.

Tra le più rilevanti, si segnalano il potenziamento della Statale 407 “Basentana”, la Tangenziale di Vicenza e quella di Reggio Emilia, nonché la Salerno-Reggio Calabria, bloccata per mancanza dei requisiti di “appaltabilità”.

Tra i motivi della persistente stasi, anche lo storno, tra le risorse per investimenti da destinare all’Anas, di 1,8 miliardi poi impiegati per finanziare il “reddito di cittadinanza”.

Qui il link all’articolo:

http://sipario.ance.it/pressreview/email/viewTextMail.php?j=75370&u=11

 

5. Un emendamento che va oltre lo Stato di diritto

Tra gli emendamenti al decreto c.d. Sbloccacantieri passati al vaglio del Senato nei giorni scorsi, se ne rinviene uno che limiterebbe la possibilità di procedere all’accertamento della responsabilità per danno erariale nei confronti dei dirigenti del Ministero delle Infrastrutture chiamati a firmare la revoca delle concessioni autostradali.

Si tratta, evidentemente, di uno strumento volto ad anticipare la revoca della concessione ad un momento antecedente rispetto alla sentenza o all’accertamento definitivo delle responsabilità del concessionario per fatti pregressi, lasciando un eccessivo margine di discrezionalità in capo al Concedente, che rischia di disincentivare ulteriormente gli imprenditori ad investire nel nostro Paese.

Si segnala il link all’articolo: http://sipario.ance.it/html/viewTextByEmail.php?f=1&l=1&s=SOLE+24+ORE&x=2019/05/30/2019053002111400026.XML&c=993&n=news20190527&j=75243

 

6. Comunicato stampa ANCE: via alla realizzazione di un nuovo polo, ma tutelando imprese e mercato

Si segnala il comunicato stampa dell’ANCE del 31 maggio 2019, avente ad oggetto l’ipotesi di un nuovo polo delle costruzioni in Italia.

Il Presidente dell’ANCE, Gabriele Buia, ribadisce la sua apertura ad ogni operazione che tuteli il mercato e la concorrenza, ma prima di esprimere ogni giudizio “è necessario – precisa Buia – anche comprendere se il nuovo soggetto svolgerà il ruolo di stazione appaltante o di esecutore di lavori”, nonché tutti i dettagli di questa operazione.

In tal senso, appare un segnale positivo anche l’apertura dell’imprenditore, Pietro Salini, disponibile a creare un tavolo per determinare i confini d’azione del nuovo polo, posto che, ad oggi, ancora non sembra esserci stato nessun incontro a riguardo.

Si segnala il link all’articolo:http://www.ance.it//SalaStampa/Comunicati.aspx?id=124&pid=-1&pcid=123&docId=36161

 

AGGIORNAMENTI GIURISPRUDENZIALI – SOMMARIO

 

- Consiglio di Stato, Sez. V, 28.5.2019, n. 3487, sui limiti entro i quali un operatore economico possa modificare, in sede di chiarimenti sulla verifica dell’anomalia, talune voci dell’offerta originariamente presentata

- TAR Marche, Sez. I, 27.5.2019, n. 354, in merito all’interpretazione di una clausola del bando che prevede, a pena di esclusione, la presentazione dell’offerta con un ribasso percentuale sia in cifre che in lettere e sulla necessità o meno dell’esclusione nel caso di offerta espressa solo in termini di prezzo e non di ribasso

- Consiglio di Stato, Sez. V, 28.5.2019, n. 3492, sulla sufficienza per la qualificazione come “affitto di ramo di azienda” di un contratto dove si consegna la documentazione per comprovare i requisiti già posseduti ai fini dell’ottenimento dell’attestazione SOA ed alcune attrezzature

 

Consiglio di Stato, Sez. V, 28.5.2019, n. 3487

Con la sentenza in rassegna, il Supremo consesso amministrativo ha precisato che nell’ambito della verifica di anomalia non configura un’inammissibile modifica postuma delle componenti dell’offerta presentata in gara inerente ad aspetti essenziali e sostanziali, la dichiarazione resa in sede di giustificativi della volontà di avvalersi di un contratto collettivo diverso da quello indicato in sede di gara. Tale ipotesi - secondo il giudice di ultima istanza - integra diversamente una “mera ritaratura dei giustificativi”, considerata assolutamente ammissibile dalla consolidata giurisprudenza amministrativa in materia secondo cui, in particolare, anche in relazione alla valutazione di anomalia dell’offerta, “l’applicazione di un determinato contratto collettivo non può essere imposta dalla lex specialis alle imprese concorrenti quale requisito di partecipazione né la mancata applicazione di questo può essere a priori sanzionata dalla stazione appaltante con l’esclusione, sicché deve negarsi in radice che l’applicazione di un determinato contratto collettivo anziché di un altro possa determinare, in sé, l’inammissibilità dell’offerta” (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 1.3.2017, n. 932; 12.5.2016, n. 1901; Sez. III, 10.2.2016, n. 589). 

(Alessandro D’Alberti)

 

TAR Marche, Sez. I, 27.5.2019, n. 354

In merito all’interpretazione di una clausola del bando che prevede, a pena di esclusione, la presentazione dell’offerta con un ribasso percentuale sia in cifre che in lettere e sulla necessità

o meno dell’esclusione nel caso di offerta espressa solo in termini di prezzo e non di ribasso.

Con un’interessante sentenza del 27 maggio 2019, la Prima Sezione del TAR Marche, si è espressa in merito all’interpretazione della clausola del bando che prevede, a pena di esclusione, la presentazione dell’offerta con un ribasso percentuale sia in cifre che in lettere e sulla necessità o meno dell’esclusione nel caso di offerta espressa solo in termini di prezzo e non di ribasso.

Nel dirimere la controversia insorta, alla luce di un’attenta analisi, i Giudici marchigiani hanno

evidenziato che, nelle gare pubbliche, tanto l’interpretazione delle fonti normative quanto quella di un bando che di esse ne costituisce applicazione, è governata in primo luogo dall’interpretazione letterale, con la conseguenza che la lex specialis deve essere interpretata per ciò che essa dice espressamente e dispensando il concorrente dal ricostruire, con indagini ermeneutiche integrative, ulteriori ed inespressi significati, dovendosi tutelare l’affidamento degli interessati e il principio del favor partecipationis.

Partendo da tale presupposto, dunque, la sentenza ha stabilito che, nel caso in cui la lex specialis della gara preveda che, a pena di esclusione, la “offerta economica” dovrà essere redatta in competente bollo, sottoscritta dal legale rappresentante e “dovrà esprimere il ribasso percentuale offerto, da indicare sia in cifre che in lettere …”, l’inciso “a pena di esclusione” di tale clausola si riferisce al solo contenuto della offerta economica e non anche alle successive specificazioni, indicando le modalità di presentazione dell’offerta, alle quali eventuali mancanze e/o difformità non è collegata la comminatoria di esclusione (quest’ultima invece contemplata solamente per il fatto stesso dell’omessa presentazione dell’offerta).

In ragione di quanto sopra, pertanto, è stato sancito che non può disporsi l’esclusione dell’offerta nel caso in cui, quest’ultima, sia stata formulata in termini di prezzo e non di ribasso percentuale, qualora il ribasso sia implicito nel prezzo e, quindi, sia agevolmente ricavabile attraverso una mera operazione matematica.

(Valerio Scarpato)

 

Consiglio di Stato, Sez. V, 28.5.2019, n. 3492

Con la sentenza in rassegna, il Consiglio di Stato ha chiarito che una concorrente non può utilizzare, ai fini della partecipazione alla gara, la cifra di affari maturata da altra società con cui ha stipulato un contratto di affitto di ramo d’azienda se tale contratto, a dispetto del nomen iuris adoperato dalle parti, sia in realtà un contratto simulato, dato che prevede esclusivamente la consegna della documentazione per comprovare requisiti già posseduti dal dante causa ed non ha ad oggetto il trasferimento di un complesso di beni inteso quale entità dotata di una propria autonomia organizzativa ed economica funzionalizzata allo svolgimento di un’attività volta alla produzione di beni o servizi, ma si limita a contemplare la consegna della documentazione e di alcuni mezzi trasferiti nella loro autonoma individualità e non nella loro funzione unitaria e strumentale in quanto destinati all’esercizio dell’impresa, ma alla stregua di un contratto di noleggio di attrezzature, dunque del tutto al di fuori della configurabilità di un contratto di affitto di ramo di azienda.

(Adriana Amodeo)

 

Newsletter Studio Legale Cancrini e Partners a cura di

Gregorio Calabresi, Giorgia Cancrini, Giovanni D’Alessio, Jacopo Pappalardo, Giulia Passino, Benedetta Pelizzari, Marco Sciolli e Lorenza Visone, con il coordinamento di Filippo Casadei e Massimo Nunziata

 

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