Newsletter Studio Legale Cancrini e Partners 27.07.2020

27 luglio 2020

 

27 luglio 2020, n. 29

 

NOVITA’ IN EVIDENZA

1.ANAC: l’applicabilità delle disciplina afferente la procedura negoziata alle gare solo formalmente qualificate come affidamenti diretti.

Con delibera n. 569 del 1 luglio u.s., l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha stabilito che nelle procedure di gara formalmente qualificate come affidamenti diretti, ma che nella sostanza si concretizzano in procedure negoziate, non può che trovare applicazione la disciplina per quest’ultime dettata.

Nel caso di specie, è stata dunque ritenuta applicabile, alla procedura selettiva qualificata come affidamento diretto, la disposizione di cui al comma 11 dell’art. 48, a mente del quale “In caso di procedure ristrette o negoziate, ovvero di dialogo competitivo, l'operatore economico invitato individualmente, o il candidato ammesso individualmente nella procedura di dialogo competitivo, ha la facoltà di presentare offerta o di trattare per sé o quale mandatario di operatori riuniti”.

Di seguito il link alla delibera:

https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/PareriPrecontenzioso/2020/Deliber_569%20_%201%20luglio%202020.pdf

 

2.Segnalazione ANAC al Governo e al Parlamento sull’opportunità di consentire già in corso di gara la modifica dell’oggetto dei contratti pubblici, in modo da adeguarlo alle misure anti-contagio.

Con segnalazione n. 7 dell’8.7.2020, l’ANAC ha rappresentato al Governo e al Parlamento la necessità di prevedere, nell’ambito dei provvedimenti in corso di conversione in legge o di ulteriori provvedimenti adottati in conseguenza all’emergenza da Covid-19, l’adozione di specifiche misure volte a consentire – nella fase antecedente l’esecuzione – la modifica dell’oggetto del contratto, in modo da adeguarlo alle misure anti-contagio vigenti. Una tale possibilità secondo l’Autorità, si rende necessaria soprattutto considerato che “l’adeguamento alle misure anti-contagio per le gare in corso di svolgimento comporta una modifica dell’oggetto del contratto che, in alcuni casi, può rivelarsi sostanziale, incidendo sui costi della sicurezza, oltre che sui tempi e sulle modalità di esecuzione della prestazione”.

Qui il link alla Segnalazione:

https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/attiDiSegnalazione/2020/Delibera_n598_8%20luglio_%20Atto_segnalazione_n.%207.pdf

 

3.Ponte di Genova: concluse le prove di carico del collaudo, il 3 agosto l’inaugurazione

Si è conclusa nella serata di martedì 21 luglio u.s. la fase di prova di carico del collaudo sul nuovo Ponte di Genova che sostituirà il Morandi.

 Il collaudo statico dell'opera è iniziato domenica 19 luglio ed è proseguito con il carico sul nuovo viadotto di tutti i 56 autoarticolati coinvolti nell'operazione, per un totale di 2.500 tonnellate di peso. Si sono mossi sulla struttura anche i carrelli telecomandati, utilizzati per le prove sulla rampa di innesto con l'autostrada A7.

Secondo la sintesi fornita dalla Struttura Commissariale il collaudo ha previsto il transito dei mezzi sulla struttura in formazione serrata a marcia lenta per permettere l'assestamento strutturale dell'impalcato. È stata eseguita anche la prova a torsione con alcuni mezzi che hanno percorso la carreggiata nord e la carreggiata sud.

L'intero collaudo è stato seguito dai tecnici di Anas, coadiuvati da Rina e Pergenova.

Il nuovo viadotto, che si chiamerà San Giorgio e sarà inaugurato il 3 agosto, sarà percorribile a partire dal 5 agosto.

Di seguito il link all’articolo:

https://tg24.sky.it/cronaca/2020/07/22/ponte-genova-collaudo#00

 

 

4.Conti pubblici, firmato il protocollo d’intesa Corte dei Conti- CNDCEC

La Corte dei conti e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a “porre in essere azioni mirate alla migliore utilizzazione delle risorse pubbliche attraverso la formazione dei soggetti che operano nei settori finanziari ed economici nell’ottica della trasparente rappresentazione contabile dei risultati della gestione”.

Secondo quanto previsto dal protocollo, numerosi sono gli ambiti di comune interesse, come il controllo sugli enti pubblici e sugli enti territoriali e locali, la giustizia tributaria e il controllo sull’uso dei fondi europei.

L’accordo rimarrà in vigore fino alla scadenza del mandato dell’attuale Consiglio nazionale dei commercialisti (14 febbraio 2021).

Si rimanda il link al protocollo:

https://www.corteconti.it/Download?id=0595b5fe-5077-4856-a566-1e793d20d0ee

 

5.Prende il via il servizio per le imprese “Ti accompagno in banca”. 

Si segnala l’introduzione della piattaforma on-line ANCE Modefinance, mediante la quale le imprese aderenti al servizio “Ti accompagno in banca” potranno richiedere il rating corporate o il rating di progetto della propria azienda. 

L’accesso potrà avvenire attraverso il portale ANCE, effettuando il login con le proprie credenziali, alla sezione “per le imprese". 

Il rating corporate, gratuito per le imprese associate alle AT aderenti, elaborato attraverso l’analisi della situazione economico-finanziaria, del cash flow, nonché attraverso l’analisi dimensionale e settoriale dell’impresa, consente di dare una fotografia precisa e accurata dello stato di salute delle imprese. 

Il rating di progetto, richiesto dalle imprese che abbiano un progetto di sviluppo da finanziare, valuterà l’operazione oggetto dell’investimento, attraverso l’analisi del PEF, del rischio amministrativo, delle prevendite. 

Di seguito il link alla guida operativa che spiega dettagliatamente come usufruire del servizio:

http://www.ance.it/docs/docDownload.aspx?id=57198

 

 

AGGIORNAMENTI GIURISPRDUENZIALI – SOMMARIO

 

-TAR Campania, Sez. I, 10.07.2020, n. 3019, sulla nullità o meno di una determina dirigenziale di aggiudicazione di una gara di appalto priva di firma.

-TAR Lazio, sede di Roma, Sez. III-quater, 10.07.2020, n. 7936, sulla necessaria verifica da parte della stazione appaltante in merito all’idoneità delle misure di self cleaning adottate dal concorrente.

-TAR Lazio, Sez. III-quater, 10.07.2020, n. 7930, sui limiti di ammissibilità dell’affidamento diretto e sul principio dell’equa ripartizione del c.d. “rischio tecnico” nelle procedure telematiche.

 

TAR Campania, Sez. I, 10.07.2020, n. 3019.

La Prima Sezione del T.A.R. Campania – Napoli, con sentenza del 10 luglio 2020 n. 3019, ha osservato che è illegittimo il provvedimento con il quale la P.A. appaltante ha opposto un rifiuto di un’istanza avanzata dalla ditta risultata aggiudicataria di una gara di appalto - tendente ad ottenere la stipula del contratto di appalto - motivata con riferimento al fatto che il provvedimento di aggiudicazione è risultato privo della sottoscrizione del dirigente competente sebbene nello stesso fossero, comunque, indicati tutti gli elementi essenziali tali da poterlo attribuire con certezza alla P.A. appaltante.

Nel corso della vicenda, il provvedimento di aggiudicazione in parola, essendo risultato privo di firma, era stato dichiarato nullo dalla stazione appaltante.

Ciò malgrado, nel dirimere la controversia e nell’accogliere il ricorso promosso dalla ditta, i Giudici partenopei hanno stabilito che è da considerarsi valido un provvedimento amministrativo ove il medesimo rechi gli elementi essenziali da poterlo attribuire alla P.A. appaltante e, al suo interno, all’agente materiale competente ad adottarlo in astratto secondo le norme positive.

Difatti, è stato evidenziato dal Collegio che, se è vero che la firma apposta in calce ad un atto amministrativo costituisce lo strumento per potere ricondurre quest’ultimo, per i profili psichico e giuridico, all’agente amministrativo che lo abbia formalmente adottato, è altrettanto vero che, anche in ossequio al più generale principio di correttezza e buona fede cui debbono essere improntati i rapporti tra amministrazione e cittadino, non solo la leggibilità della firma ma anche la stessa autografia della sottoscrizione non possono costituire requisiti di validità dell’atto amministrativo, laddove concorrano altri elementi testuali (quali: indicazione dell’ente competente, qualifica, ufficio di appartenenza del funzionario che ha adottato la determinazione), emergenti anche dal complesso dei documenti che lo accompagnano, dai quali è possibile individuare la sicura provenienza dell’atto stesso.

Peraltro, occorre evidenziare che, assumendo tale ragionamento, è stato confermato dai Giudici l’indirizzo giurisprudenziale da anni assunto in argomento dal Tribunale Regionale campano (TAR Campania – Napoli, sez. VIII, 8 novembre 2017, n. 5245).

(Valerio Scarpato)

 

Tar Lazio, sede di Roma, Sez. III-quater, 10.07.2020, n. 7936.

Con ricorso dinanzi al T.A.R. Lazio – Roma, una società impugnava un provvedimento di aggiudicazione in favore di altra società concorrente per violazione e falsa applicazione dell’art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016. In particolare, la ricorrente lamentava che l’affidataria era stata già esclusa in relazione una pluralità di gare precedenti, a causa del comportamento ascrivibile al suo organo apicale e dominus di fatto, reo di alcuni illeciti penali. Non solo, ma l’aggiudicataria era stata anche sanzionata in precedenza dall’AGCM per aver posto in essere un’intesa illecita.

La ricorrente, quindi, censurava la mancata valutazione e motivazione sull’incidenza di tutte le predette circostanze da parte dell’Amministrazione, che si era limitata a prendere atto della dichiarazione di adozione di misure self cleaning da parte dell’affidataria, senza illustrare perché dette misure fossero idonee a superare il giudizio negativo sull’affidabilità del concorrente come contraente pubblico.

Il Collegio, esaminata la questione, ha osservato che a fronte dei molteplici elementi contestati all’aggiudicataria, la stazione appaltante, con il provvedimento oggetto di gravame, si era limitata a un generico riferimento alle misure di self cleaning adottate dalla società “senza alcun approfondimento istruttorio in ordine alla idoneità di queste misure ad incidere sulla affidabilità professionale della società aggiudicataria e, quindi, senza alcun sostanziale accertamento della effettiva insussistenza di elementi ostativi alla aggiudicazione dell’appalto di cui al predetto art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. n. 50/2016”.

Ciò premesso, il T.A.R. ha disposto l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione, precisando che l’adozione di misure di self cleaning non consente di per sé di elidere la rilevanza escludente degli illeciti professionali commessi dal concorrente, poiché l’idoneità sanante di tali misure deve essere oggetto di puntuale valutazione da parte della stazione appaltante, mediante un giudizio espresso. Giudizio che, nel caso di specie, non era stato espresso dall’Amministrazione.

(Andrea Cioccoloni)

 

TAR Lazio, Sez. III-quater, 10.07.2020, n. 7930.

Con la sentenza in commento il TAR Lazio, sede di Roma, si è pronunziato sui limiti entro i quali è consentito l’affidamento diretto dei contratti pubblici sotto soglia e sul c.d. rischio tecnico nelle procedure di gara telematiche.

 

Sotto il primo profilo, richiamando l’art. 36, co. 2, D.Lgs. n. 50/2016, il TAR ha affermato che “la norma … è chiara nel limitare la possibilità per le stazioni appaltanti di procedere all’affido diretto per lavori o servizi di importo non superiore alla soglia di € 40.000,00 e nel prevedere la necessità di consultazione di almeno cinque operatori economici nel caso di importi superiori per le forniture”.

In considerazione di ciò, ha ritenuto legittimo l’operato dell’amministrazione che, con riferimento a un appalto per la “fornitura, trasporto e montaggio di allestimenti per l’evento congressuale” dalla stessa programmato, con importo a base d’asta di euro 160.000, ha indetto una procedura negoziata alla quale ha invitato a partecipare sette operatori.

Il TAR ha altresì rilevato che un affidamento diretto della commessa sarebbe stato illegittimo, in quanto si sarebbe determinata un’aperta violazione della previsione di cui al predetto art. 36 co. 2, D.Lgs. n. 50/2016.

Sotto il secondo profilo, ha affermato che in materia di procedure amministrative telematiche trova applicazione il principio dell’equa ripartizione, tra soggetto partecipante e amministrazione procedente, del “rischio tecnico” di inidoneo caricamento e trasmissione di dati su piattaforma informatica (“rischio di rete” dovuto alla presenza di sovraccarichi o cali di performance della rete, e “rischio tecnologico” dovuto alle caratteristiche di sistemi operativi software utilizzati dagli operatori), secondo criteri di autoresponsabilità dell’utente.

Per l’effetto, grava su quest’ultimo l’onere di pronta e tempestiva attivazione delle procedure, sì da capitalizzare il tempo residuo, con la sola esclusione dei malfunzionamenti del sistema imputabili al gestore (come i fermi del sistema ovvero il mancato rispetto dei livelli di servizio), per i quali non può che affermarsi la responsabilità del gestore/amministrazione.

(Federica Rosanna Salmoiraghi)

 

 Newsletter Studio Legale Cancrini e Partners

a cura di

Marta Borrello, Gregorio Calabresi, Giorgia Cancrini, Giovanni D’Alessio, Jacopo Pappalardo, Giulia Passino, Benedetta Pelizzari, Francesca Pileggi, Marco Sciolli

con il coordinamento di

Massimo Nunziata e Filippo Casadei

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