Al 30 giugno 2026 il totale delle amministrazioni qualificate è pari a 3.967, con il 20,5% per “Lavori”, il 21,8% per “Servizi e forniture” e il 57,7% per entrambi i settori. In termini assoluti, per il settore dei “Lavori” il numero di amministrazioni qualificate si attesta a 3.104 unità (di cui 813 solo per “Lavori” e 2.291 per entrambi i settori) mentre il totale per il settore “Servizi e forniture” si attesta a 3.154 unità (di cui 863 solo per “Servizi e forniture” oltre alle 2.291 per entrambi i settori).
È quanto emerge dall’ultimo Report trimestrale di Anac sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, con dati aggiornati al secondo trimestre dell’anno in corso: analisi, in cui non sono inclusi i soggetti qualificati di diritto, elaborata in base alle istanze pervenute al 30 giugno 2026 e con scadenza successiva a tale data. L’analisi fotografa quindi lo stato dell’arte al primo anno del nuovo biennio di qualificazione per la fase di progettazione e affidamento, dopo la chiusura del primo biennio “fisso” scaduto infatti il 30 giugno 2025.
Analizzando i livelli di qualificazione, il Report permette di osservare risultati simili tra i due settori anche in questo periodo di riferimento: per quanto riguarda il settore “Lavori”, il 58,3% delle amministrazioni (1.810 sul totale di 3.104 enti qualificati) ha il livello massimo, che è ottenuto nel 54,8% dei casi per il settore “Servizi e forniture” (1.728 amministrazioni sul totale di 3.154 qualificate); il livello intermedio è raggiunto rispettivamente nel 27,5% e 25,3% dei casi, e quello minimo nel 14,2% e 19,9%. La percentuale relativa al livello massimo di qualificazione sale rispettivamente all’80,1% e al 75,3% nel caso dei soggetti che svolgono funzioni di centralizzazione delle committenze, che sono il 13,8% (428 su 3.104) delle amministrazioni qualificate nel settore “Lavori” e il 12,3% (388 su 3.154) di quelle nel settore “Servizi e forniture”. Risultati simili tra i due settori si registrano anche per quanto riguarda i soggetti qualificati per i contratti di partenariato (44% nel caso dei “Lavori” e 42% in quello dei “Servizi e forniture”).
L’analisi sugli enti che hanno presentato domanda sia nel primo sia nel nuovo biennio, mostra che, di 3.271 stazioni appaltanti e centrali di committenza nel settore “Lavori”, circa 2.619 hanno lo stesso risultato di “qualificata”, ma 92 precedentemente qualificate nel vecchio biennio sono ora non qualificate. Risulta anche in questo periodo di analisi un alto numero di enti (204) che precedentemente non erano qualificati ma ora lo sono. Nel settore “Servizi e forniture”, di 3.668 stazioni appaltanti e centrali di committenza, 3.049 hanno il risultato di “qualificata” in entrambi i bienni ma, rispetto al settore “Lavori”, un numero maggiore di qualificate nel precedente biennio è ora non qualificato (275).
Dato che può essere spiegato con il fatto che non c’è stato un allargamento del perimetro delle gare, ai fini dell’ottenimento di punteggi per l’esperienza, come invece avvenuto in quello dei “Lavori” per il quale vengono ora considerati i CIG sopra 150mila euro, mentre nel precedente biennio si consideravano solo quelli sopra 500mila euro. Analizzando le due aree di valutazione che sono rimaste uguali – in termini di punteggi massimi attribuibili – tra i due bienni, il Report osserva come sia l’esperienza nelle gare, rispetto a formazione e competenze del personale, la leva su cui le stazioni appaltanti fanno più affidamento in sede di attribuzione dei punteggi.
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