Sarà il Piano Nazionale Anticorruzione 2026-2028, definitivamente approvato dal Consiglio di Anac del 28 gennaio 2026 con delibera n.19 dell’Autorità, a guidare enti e pubbliche amministrazioni per il prossimo triennio. Come sottolineato dal Presidente di Anac, Giuseppe Busia, il documento delinea una strategia nazionale per prevenire fenomeni corruttivi promuovendo “legalità e trasparenza indicando agli enti e alle amministrazioni concreti suggerimenti operativi e buone prassi da seguire, con la finalità ultima di accrescere la credibilità della pubblica amministrazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Il PNA si compone di una parte generale e di una parte speciale. La prima fornisce linee guida per la predisposizione della Sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e trasparenza”, a supporto dei Responsabili RPCT nel coordinamento delle politiche di prevenzione della corruzione. La seconda si articola a sua volta in tre approfondimenti: i contratti pubblici – settore particolarmente esposto a fenomeni corruttivi – con focus sull’utilizzo delle piattaforme di approvvigionamento digitale (PAD) e del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) nonché sui rischi e misure rispetto al conflitto di interessi; la disciplina della inconferibilità e incompatibilità di cui al D.lgs n.39/2013 con indicazioni operative puntuali rivolte ai Responsabili RPCT in merito ai loro poteri di controllo e verifica nonché ai poteri di vigilanza di Anac; la trasparenza amministrativa, evidenziando i requisiti di accessibilità, qualità e fruibilità dei dati pubblicati nella sezione “Amministrazione Trasparente”.
La Strategia sarà oggetto di verifica annuale e di una valutazione complessiva al termine del triennio.
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