Con il parere di funzione consultiva n. 33 dell’8 ottobre 2025, l’ANAC ha chiarito che l’affidamento diretto della gestione di un impianto sportivo, in deroga alle procedure ad evidenza pubblica, è consentito solo in presenza di condizioni tassative e rigorosamente circoscritte.
Tale possibilità riguarda esclusivamente i casi in cui un’associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro presenti spontaneamente e unicamente all’ente locale una proposta di riqualificazione, rigenerazione o ammodernamento di un impianto non più adeguato, corredata da un progetto preliminare e da un piano di fattibilità economico-finanziaria, con valore inferiore alla soglia comunitaria prevista dall’art. 14 del D.lgs. 36/2023.
L’intervento deve perseguire finalità di aggregazione e inclusione sociale e giovanile e l’amministrazione deve garantire la trasparenza del procedimento mediante pubblicazione della proposta e adozione di un provvedimento motivato, che espliciti le ragioni della deroga ai principi di concorrenza e pubblicità, ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. 38/2021.
Secondo il Presidente Busìa, l’ANAC ha inteso contemperare la tutela della concorrenza con il sostegno alle realtà sportive dilettantistiche a valenza sociale, riservandosi di emanare ulteriori chiarimenti applicativi in coerenza con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici e le direttive europee in materia di appalti e concessioni.
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